Sentirsi sicuri all’interno delle mura domestiche e nelle aree comuni è una priorità per ogni proprietario. Tuttavia, quando si parla di installare telecamere in condominio, sorgono spesso dubbi e accesi dibattiti durante le assemblee: “Chi può vedere le immagini?”, “È legale riprendere il portone?”, “Quanti voti servono?”.
In questo articolo facciamo chiarezza sulle regole d’oro per installare un impianto a norma di legge, bilanciando il diritto alla sicurezza con quello alla riservatezza.
1. La maggioranza necessaria: cosa dice la legge?
Grazie alla riforma del condominio (Art. 1122-ter c.c.), l’iter per l’installazione di un impianto condominiale è diventato più snello. Per approvare la delibera in assemblea occorre, in seconda convocazione, il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti che rappresentino almeno 500 millesimi (la metà del valore dell’edificio).
2. Gli obblighi del Condominio (Privacy in primis)
Non basta appendere una telecamera. Per evitare sanzioni dal Garante della Privacy, il condominio deve rispettare alcuni passaggi fondamentali:
Il Cartello di Informativa Breve: deve essere presente un cartello di “Area Videosorvegliata” visibile prima di entrare nel raggio d’azione delle telecamere.
Conservazione dei dati: le immagini possono essere conservate, di norma, per un periodo non superiore alle 24-48 ore.
Accesso ai dati: solo l’amministratore (o un incaricato formale) può visionare le registrazioni, e solo in caso di illeciti o su richiesta delle autorità.


3. Cosa si può (e non si può) inquadrare?
Le telecamere condominiali devono limitarsi alle aree comuni: ingressi, garage, cortili o pianerottoli.
Attenzione: l’angolo di ripresa deve essere limitato. È vietato inquadrare luoghi estranei alla proprietà condominiale (strade pubbliche, vetrine di negozi vicini) o dettagli eccessivi delle proprietà private dei singoli condomini.
Telecamere private: il condomino può installarle da solo?
Sì, ogni proprietario può installare una telecamera a protezione della propria porta di casa senza chiedere il permesso all’assemblea, a patto che inquadri esclusivamente lo spazio antistante la propria soglia, non riprenda le aree comuni in modo panoramico o la porta del vicino e non registri audio.
Il consiglio dell’Amministratore
Affidarsi a professionisti non è solo una scelta di qualità tecnica, ma una tutela legale. Un impianto “fai-da-te” rischia di esporre il condominio a pesanti multe per violazione del GDPR.
La sicurezza è un diritto, ma la privacy è un dovere.
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